Correva l'anno 1980 e dintorni…erano, allora, gli anni del traghettamento da una Sanita' molto umana, molto -se vogliamo- anche...ruspante, perfino nelle Leggi che la regolavano (o che avrebbero dovuto farlo...) a quella in fin dei conti attuale, cioè un caos normativo/burocratico pazzesco.

Una circolare della Direzione degli Ospedali , creatura del Ministero Sanita', obbligava in quel tempo i Primari delle Anestesie a fornire, per ogni sala operatoria, un bel defibrillatore. Oggi ci sembra il minimo, ma allora non era davvero così...ma non serve far commenti…tradivi, solo raccontarVi i fatti che sono davvero gustosissimi.

1980, dunque: nell'ospedale di XY il Primario di Anestesia dispone ,sulla base di detta circolare, che i suoi 5 defibrillatori vadano nelle 5 sale piu' impegnate della struttura: ne resta priva la sesta sala, quella di Dermatologia, dove si opera abbastanza in 'anestesia locale', e pochissimo, 2-3 volte l'anno, in anestesia generale.

Percio' il Primario C. fa finta di nulla e lascia la sala operatoria dermatologica senza defibrillatore.......ma naturalmente la circolare sui defibrillatori e’ nota anche al mitico Primario R., della Dermo, che chiama il suo collega 5 volte al giorno, finchè lo sfinisce a tal punto che viene organizzato un piano.

Infatti ,essendo impossibile avere in tempi brevi un defibrillatore; e risultando impossibile tacitare il Primario dermatologo, si studia come ‘aggirare’’ le linee nemiche; in reparto, in Rianimazione degenza, c'è un vecchio 'guscio' vuoto di un primitivo defibrillatore, un arnese che oggi sarebbe al posto d'onore in un museo della tecnologia sanitaria........nasce un'idea malefica, e da lì alla applicazione il passo è breve, anzi: inesistente!!

Organizzati e istruiti due commandos, il Dr M. L. e il Tecnico di anestesia R. M., questi si recano nella sala operatoria della Dermo quando sanno che il Primario non c'è.

A quel punto avviano uno show dimostrativo: il Dr ML gira le manopole della scatola vuota (dentro, per fare peso, avevano fissato due flebo con un metro di cerotto) e il Tecnico R eroga la scarica (si fa per dire) facendo un rumore, con la bocca, drammatico, tipo....'tsch-schach.'

L'infermiere della sala, il compianto C., alla soglia della pensione e totalmente digiuno della faccenda tecnica in mostra,pensa che quel suono fosse quello del defibrillatore. I due disgraz..., cioè, i due incursori quindi ripetono, ad uso e consumo dell'infermiere C., la erogazione della scarica e il Tecnico M. continua a far schioccare lingua e palato rimettendoci ad un certo punto anche la protesi, che parte in direzione muro… (è una storia vera, ve lo giuro.)

Appena usciti, -depositato l'inutile marchingegno-i due si danno di gomito e ridono, convinti di averla passata liscia. Ma qualche giorno dopo, il Primario dermatologo rientra in servizio e tenta di farsi illustrare dal suo fidato Infermiere C. il funzionamento del trabiccolo che ufficialmente è un defibrillatore...o almeno,ne è il contenitore!

Chiaramente, C. gira le manopolette, fa tarature varie, prova in tutti i modi, ma del bellissimo suono che usciva dalla macchina (va beh...)non c'è piu' traccia . Convinto di aver ricevuto un arnese scassato, il Primario R chiama il Primario dell'Anestesia che tergiversa piu' che può......alla fine, interverranno due tecnici veri che, scoperte le flebo al posto dei circuiti elettrici, avvieranno involontariamente una sorta di faida fra i due reparti, con tanti di cappelli del Primario della Dermo rubati, telefonate con pernacchie e chi più ne ha , ne metta......

All'incauto lettore che si scandalizza dell'uso che al tempo esisteva, posso giurare per diretta esperienza che alcuni episodi di sano goliardismo erano un toccasana, li raccontavi alle 4 di mattina mentre ricoveravi il 6° edema polmonare… e stavi quasi bene, consapevole di esser in un ambiente amichevole.

Oggi si è perso molto di quel tempo magico, dove sicuramente c’era qualche protocollo in meno, ma uno spirito di gruppo più accentuato….