Nel 1988 il nostro baldo amico Gianluca esercitava la professione come Infermiere arruolato nell'Esercito italiano.
Assegnato ad un centro sanitario territoriale (con il compito di effettuare visite di leva ecc) di una città di mare, il Gianlu trascorreva -da sottufficiale a ferma breve dell'Esercito - una vita tranquilla e abbastanza serena.
Fra i numerosi ricordi, comuni a tutti i giovanotti che hanno trascorso una rapida leva o, come il prode GL, un breve periodo di ferma, vi sono sempre gustosi aneddoti che in alcuni casi richiamano ad una gestione delle risorse lacunosa, per usare un recente frasario

A fine anno 1988, in una tiepida mattina d'autunno, il sottufficiale Infermiere GL viene chiamato a rapporto dal Comandante: “caro GL, arriva una task force dell'Esercito americano per una esercitazione congiunta con gli italiani, nel quadro delle manovre NATO. Sbarcheranno al porto domani, tu sarai capo macchina e andrai in ambulanza al pontile di sbarco delle loro cose e dei loro uomini; così se avessero bisogno di un primo soccorso tu sei già lì, d'accordo?”

Naturalmente sì, gli ordini non si discutono, e poi è il lavoro del nostro uomo.
Così, la mattina successiva una ambulanza dell'EI (Esercito Italiano) non proprio nuova,anzi, un po' traballante,ma il massimo in fatto di dotazione, lascia il Centro Medico di distretto e si reca al porto.
A bordo l'autista, un milite di leva, ed il nostro GL. Su un altro mezzo (una jeep) un ufficiale medico raggiungerà poi il luogo designato come Œpunto di primo soccorso avanzato', nei moli del porto.

Giunti sul posto, l'ambulanza verdognola e il suo equipaggio attendono l'attracco della nave, che si vede piuttosto grossa in lontananza,nella sua grigia potenza, ferma, che non si decide ad entrare in porto.
Un paio di portuali, passando, si dicono: “oh e quando entra quella bestia là, ci vuole un anno a fare manovra!...”

In effetti la nave è enorme: il ritardo è legato alle manovre di approdo al molo; finchè la super nave da trasporto truppe e mezzi arriva, e inizia la discesa del materiale, umano e tecnologico:quello che vedono Gianluca e il suo autista (ed il medico nel frattempo giunto) è impressionante: carri armati (su TIR sbarcati dalla nave!), convogli attrezzati, camion, un numero esagerato di jeep dalle più varie caratteristiche; tende e quant'altro.
Insomma, un vero e proprio “sbarco” di una intera armata: e soprattutto, fra un mezzo e l'altro, i nostri uomini notano anche delle ambulanze assolutamente gigantesche, con un aspetto da ospedale ambulante

Gianluca guarda la dotazione del 'suo' mezzo e si sente infinitamente povero; mentre con l'autista commenta questa differenza, palese, anche se non ha potuto ancora vedere gli interni dei mezzi sanitari che stanno sbarcando.
Infatti, l'ambulanza sulla quale si trova il nostro uomo, inviata 'dall'alto comando' per 'supportare' lo sbarco americano, possiede la seguente dotazione:
a) uno sgabello per salire dentro all'ambulanza,che ha il piano rialzato;( lo sgabello è stato riverniciato da ''sanitari'' veri, o sedicenti tali, appartenenti a quasi tutti gli scaglioni di leva che si sono succeduti dal 1956 al 1988, ed è rigorosamente scrostato)
b) una lettiga fissata (male) alle guide sul pavimento del mezzo, che in caso di veloce trasporto potrebbero vederla uscire dalle guide stesse, come Gianluca teme (ha già segnalato la cosa,invano)
c) una scatolina di legno, anch'essa in sintonia con lo sgabello: contiene tre o quattro pomate già iniziate e i tubetti sono spappolati; probabilmente scaduti, o comunque non efficaci perché mancano i tappini per chiuderli
d) tre lenzuola
e) una siringa NON monouso con la ruggine

Mentre il nostro collega valuta, sconsolato, tutto ciò, una ambulanza USA si ferma nei pressi del mezzo italiano.
Gianluca si avvicina e vede scendere dal mezzo una ragazza anche carina (argomento sempre interessante per il nostro) super gallonata, in divisa, con le insegne dell'ufficiale di sanità: è una collega,è l'Infermiera addetta al punto americano di pronto soccorso dello sbarco: chissà perché, ma i soldati USA hanno deciso comunque di avere un loro servizio.
(Che malfidati!!Anni e anni di collaborazione li hanno portati a queste conclusioni, ma si può!!)
E così, avvicinatosi, Gianluca riesce a far capire di essere un collega; la ragazza, simpatica e curiosa anche se il dialogo tra i 2 è più gestuale che verbale, causa uso di linguaggio reciprocamente sconosciuto-gli mostra la dotazione della propria autoambulanza a stelle e strisce: abbiamo un defibrillatore,bende, siringhe,cerotti di almeno 20 differenti tipi;preparati per gessi sintetici coloratissimi; un lettino a depressione, un kit operatorio con sistemi di drenaggio toracico, di azione chirurgica sull'ipertensione intracranica; insomma non manca niente!
Soddisfatta, e un po' orgogliosa, la soldatessa chiede a Gianluca di poter vedere la dotazione italiana: è per il nostro uomo un piccolo dramma umano: ma con un certo senso di rassegnazione,ecco GL che spalanca le porte del mezzo con somma sorpresa, ad un primo momento di imbarazzo l'americana afferra una pomata (non c'è molto altro da prendere, del resto) la annusa e fa capire che lei sull'ambulanza non ce l'ha!

Un gesto di cortesia, probabilmente: ma cosa pensa la nostra collega della dotazione italiana lo dimostra il suo successivo agire: porta di nuovo con sé Gianluca verso il mezzo americano, apre l'ennesimo cassetto, e trae un vassoio confezionato: è un pranzo precotto liofilizzato per operatori sanitari impegnati al fronte: basta tirare un cavetto e si scalda tutto.
Lo dà a Gianluca, saluta e va via.
Il nostro collega,turbato, ha pensato di esser stato considerato davvero un esponente del terzo mondo,da rifocillare: ma vista l'ora tarda, e chiamato l'autista, ha mangiato e bevuto, e grazie all'America!!