Quelle che seguono sono due piccole vicende realmente accadute: sono molto minime, ma anche istruttive e nemmeno rare.
Ci giungono da un collega che lavora in un servizio infermieristico,e che malgrado le cose che vede, riesce sempre ad apprezzare ancora la sua professione....


Non ha alcuna importanza la città, l'ospedale nei quali queste vicende sono accadute: qui l'obiettivo ambiziosissimo è quello di ricordare ai colleghi come e quanto sia facile avere metri di misura differenti, e come spesso la categoria non sia all'altezza della situazione, nei suoi componenti assegnati al coordinamento ma anche nei suoi esponenti ''di base''....chi ha voglia di commentare ci mandi qualche sua espressione in merito; con la cadenza che ci appartiene (una volta al mese) noi aggiorneremo, a seguire, il raccontino coi commenti...

Nell'ospedale X il caposala F,coordinatore di un incasinatissimo pronto soccorso,è alle prese con un gruppo professionale molto variegato: vecchissimi ed espertissimi Infermieri che da soli raddrizzano situazioni complicatissime,magari non molto titolati ma con bagagli di esperienza pregressa; altri sono più giovani, entusiasti e impegnati; ed una immancabile piccola minoranza di personaggi con alcuni problemi di natura varia,che si scaricano sul servizio.
Piccola minoranza con grandi conseguenze, come l'Infermiera S che da sempre non assicura tre turni consecutivi di lavoro, e chiede aspettativa (un diritto, per carità) ad ogni estate.

Il caposala F cerca di contrattare sempre, nel (vano) tentativo di equilibrare esigenze personali con quelle di servizio. Ma la signora S un giorno, in ampia difficoltà per aver ormai rotto le scatole a più colleghi,non comunica nulla a nessuno e va direttamente in un ufficio amministrativo del settore personale, e praticamente scavalcando tutta la filiera abituale (autorizzazione del capo sala, autorizzazione del capo area, visto della direzione infermieristica) si fa caricare un mese di aspettativa e se ne va.

Il tapino capo sala F scopre l'accaduto solo all'inizio del turno scoperto, e solo dopo aver contattato una amministrativa che gli legge sul computer delle timbrature del personale l'assenza della dipendente, prevista per 30 giorni da quel momento in poi.
il capo sala -prossimo alla crisi isterica- chiama il capo area, suo diretto referente, e riceve finalmente la dritta auspicata: si lasci il turno scoperto, si avvisino i colleghi restanti di NON lavorare anche per l'assente, e vediamo insieme di fronteggiare da ''duri'' gli imminenti sviluppi che non mancheranno.
Infatti, dopo un'oretta sia il primario sia il dirigente sanitario chiamano il capo sala per avere chiarimenti, e F in risposta gli fornisce il numero della signora amministrativa (un funzionario di alto livello) che ha concesso l'aspettativa senza le dovute autorizzazioni.

Scoppia un casino gigantesco, ma i due tengono duro, e sia il capo sala sia il capo area se ne fregano delle discussioni e delle polemiche, e lasciano che le liste di attesa si allunghino, e il loro principale problema è far capire ai colleghi turnisti che non è necessario diventare matti per compensare le carenze... potrà provvedere direttamente la funzionaria!
La capo sala F (ma tutti con la F ??) invece lavora in una degenza, e ha una composizione dei turni bilanciata fra Infermieri ed Oss.
Ella è nota per aver un buon carattere ,e soprattutto per non aver mai chiara la situazione dei turni. A tale scopo, si avvale della presenza infaticabile della collega E che la aiuta sempre a capire chi è a lavorare e chi no.
Un giorno, una Oss comunica la necessità di stare a casa nel pomeriggio di un giorno festivo, e la buona e brava F contatta le altre Oss, per avere un rientro in turno.
Ma le altre Oss dicono che non possono sostituirla proprio a Natale, e così la signora F chiede al servizio infermieristico ''....se ha una Infermierina giovane appena entrata da far lavorare a Natale al posto della Oss...''
Ma come vanno a finire queste due storie?
La storia 1 -ambientata al PS- vede il capo sala F piuttosto amareggiato perchè non solo lo accusano di ostruzionismo, ma gli impongono di emettere ordini di servizio ai malcapitati turnisti; mentre la storia 2 vede il primario elogiare la ''sua'' caposala che ''sa sempre come risolvere la situazione''.

Il commento nostro è questo: parliamo tanto, tutti, di autonomia professionale. Noi la indichiamo come punto di forza, giustamente, della crescita e dello sviluppo della categoria.
E però, la storia 1 finisce peggio della storia 2, nel generale disinteresse di tutti.
In particolare di tanti colleghi Infermieri -per non citare i ''dirigenti'' di vario livello -che accettano (quando non sono la causa) queste storie.
Ma perchè siamo così scorretti?