Quando ero appena diplomata a metà anni novanta in toscana,ho iniziato a lavorare in una cooperativa di servizi della SocietàVolontariaSoccorso insieme ad altri miei colleghi in cerca disperata di lavoro come me(quelli più intraprendenti erano andati negli ospedali del nord).La cooperativa tra i vari appalti che aveva avuto in realtà atipiche e non(colonie infantili estive al mare,industria,distretti sanitari,ecc.)aveva avuto anche l’appalto per l’infermeria del Cantiere Navale a cui io fui assegnata.Una bella paura all’inizio,infatti questo servizio prevedeva anche il primo soccorso a gli operai navali precipitati nelle stive o chissàdove unitamente alla squadra dei vigili del fuoco,utilizzando “toboga” ed altre diavolerie“introvabili”e mai viste in una scuola infermieri..da cui io e il mio collega eravamo usciti belli freschi!In realtà,e grazie al cielo,non sono mai successe grandi catastrofi durante la mia permanenza(per fortuna mia..ma anche dei poveretti che avrei dovuto soccorrere..!)ma episodi buffi parecchi.Quando alle 13.00 arrivavo nel cantiere con la mitica panda bianca(pagata coi pochi soldi mensili che ci aveva dato la scuola regionale..forse come indennizzo per indossare quella scomoda divisa con velo, risalente al Ventennio)attraversavo i settori fino ai moli,per dare il cambio in infermeria,e..puntuale come la diarrea,trovavo sempre ad attendermi un simpatico “siparietto”degli operai in pausa,blu-vestiti,sigaretta-muniti che ciondolavano con falsa indifferenza per non farmi passare,allora suonavo appena il claxon e loro lemme lemme si spostavano tipo boss mafiosi(tutti i giorni così..).Altre volte alcuni operai venivano colpiti da strane sindromi per venire a fare quattro chiacchiere in infermeria,io prospettavo sempre un antidolorifico i.m. e all’uopo tenevo aperto un ago del 19 a portata di mano(..”l’ago è un po’ grosso,quelli fini li ho finiti..ma il dolore passa prima”),questo scoraggiava i baldanzosi energumeni che tornavano velocemente al loro lavoro,lasciando me al mio.Ero giovanissima,donna,infermiera..era una piccola tassa da pagare,tuttavia ho sempre trovato simpatia e molto rispetto sotto alla scorza un po’ sbruffona tipica della gente della mia città marinara.Una tarda mattinata,dopo che il giorno prima mi avevano spruzzato la panda di rosso..:“signorina presto, stavamo verniciando la nave..il libeccio ha spostato la vernice e la sua macchina sul molo è tutta a pallini la porti subito in carrozzeria...”(fortuna che la panda bianca era lercia di sabbia desertica proveniente da un recente scirocco..sabbia che io non avevo per nulla rimosso e su cui qualcuno aveva scritto RESISTI..PRESTO PIOVE!),arrivo al solito in infermeria,fuori una bici da uomo che sembrava masticata da uno squalo assassino;trovo il collega agitato che va in su e in giù col cordless in mano e un giovane e malconcio operaio seduto sul lettino,viso escoriato,testa fasciata con borsa del ghiaccio,cerotti e bende qua e là su gli arti,tuta strappata e sangue un po’ ovunque..gli chiedo cosa fosse accaduto:lui mi risponde che con la bici che usavano per spostarsi all’interno del cantiere era “intrampolato”nelle verghe in cui passavano i carrelli e il mio collega lo aveva soccorso,portato in infermeria “a braccia” con l’aiuto di altri e stava chiamando il 118.Io ancora prima di indossare la divisa,mi interesso del ferito,gli guardo le pupille e gli chiedo se ha nausea,nel frattempo il collega aveva terminato la chiamata alla centrale SVS,mi colpisce però il fatto che l’infortunato non sia sdraiato ma seduto,allora con gentilezza lo esorto a sdraiarsi (ero una “pivella”ma alcune cose basilari le sapevo!),questi si sdraia senza battere ciglio..in un lampo il collega raggiunge il lettino e gli intima di rimettersi seduto in tono molto perentorio;io mi volto stralunata,pensando che l’ipoglicemia del mezzodì e lo stress del soccorso lo avessero un po’ provato..e dico:”mah,Fabrizio..forse è meglio che si sdrai,ha anche battuto la testa..”e Fabrizio inusualmente incazzoso si rivolge al malcapitato ferito:”Eh no!E’ da quando è entrato in infermeria che gli dico di sdraiarsi..e lui seduto..!Ora arrivi te..e lui si sdraia come nulla fosse!L’ambulanza ora l’aspetti seduto.”Non vi dico le risate del caposquadra,della guardia giurata,degli altri operai che avevano aiutato il nostro a soccorrere il ferito e la faccia del povero saldatore,che beccato in castagna si rimise seduto “zitto e mosca”,nonostante i miei sguardi torvi a tutti i divertiti astanti.Tra l’altro guadagnò altri punti,infatti mentre (seduto)sotto l’occhio vigile di Fabrizio,attendeva l’ambulanza mi disse “questi str.. della SVS non arrivano!”e io:”indovina di che cooperativa faccio parte io?SVS!”e lui “..oddio scusa,è il trauma..”e io “eh si!è il trauma!”.