Cari colleghi,
si inseguono più voci su questa sentenza (la n° 7776/2015 Corte di Cassazione), che ha riconosciuto il rimborso della quota di iscrizione al proprio ordine professionale ad un AVVOCATO campano, che esercitando in ESCLUSIVA per un ente pubblico (INPS) non svolge alcuna altra attività.

Desideriamo, dal nostro piccolo Collegio, dare alcune indicazioni, e insieme invitare a qualche riflessione in comune:

  • 1- non vi è certezza che questa sentenza sarà ''recepita'' anche a favore dei dipendenti delle ASL iscritti ai rispettivi albi professionali quindi, Infermieri, ma non solo: anche quei Tecnici di radiologia, Ostetriche, Psicologi e Medici in regime di TOTALE ESCLUSIVITA');
  • 2- la possibile estensione della sentenza emessa a favore dell'Avvocato riguarda solo coloro che esercitano come dipendenti in forma TOTALMENTE ESCLUSIVA (quindi probabilmente non riguarderà chi fa , per esempio, prestazioni occasionali);
  • 3- al momento, appare prematuro chiedere, come alcuni hanno già fatto, un rimborso delle quote di iscrizione all'albo al proprio datore di lavoro, ma naturalmente nulla vieta di farlo, né saremo certo noi a sconsigliarlo;
  • 4- noi siamo assolutamente disponibili a fornire ogni aiuto possibile per la parte che riguarda IPASVI come ente: cioè a rilasciare, a fronte delle opportune verifiche, le certificazioni degli avvenuti versamenti delle quote relativi agli ultimi 5 anni;
  • 5- è possibile utilizzare, secondo le norme vigenti, anche una COMODA AUTOCERTIFICAZIONE dei versamenti effettuati (sarà naturalmente l'ente al quale presenterete la richiesta di rimborso a regolarsi in merito).
  • AI FINI DELLA RICHIESTA AL DATORE DI LAVORO CON AUTOCERTIFICAZIONE (cosa che rende snello l’intero iter) Vi ricordiamo le quote versate negli ultimi anni: 2010: euro 63; 2011: euro 62,50; 2012: euro 62,50; 2013: euro 62,50; 2014: euro 66; 2015: euro 66.

Infine, gli ultimi due punti che possono sembrare...inutili, ma è meglio -crediamo- essere molto schietti al riguardo, perché abbiamo già avuto modo di parlarne con chi, è evidente, non era ben informato:

  • 6- NON va rivolta al Collegio alcuna richiesta di rimborso, visto che (eventualmente) è il DATORE DI LAVORO a effettuare il rimborso;
  • 7- la sentenza , qualora venisse estesa nei termini auspicati, parla di RIMBORSO DELLA QUOTA. Quindi ciò significa che PRIMA l'iscritto verserà la quota al proprio Ordine o Collegio di appartenenza (condizione indispensabile per restare iscritto e per poter esercitare, secondo il dettato della Legge 43/2006) e POI richiederà al suo datore di lavoro - se vige il rapporto di esclusività- il RIMBORSO della quota stessa.

Leggere qua e là in Rete, come ci è capitato, che ''compete all'asl pagare la quota di iscrizione'' è abbastanza fuorviante, allo stato attuale, e NON risponde al dettato della sentenza, qualora venisse recepita anche per la nostra categoria, che parla di rimborsi.

Come ci ha scritto una Collega illuminata, crediamo che la sentenza, interpretata in questo senso, vada nella direzione opposta alla richiesta, per tutte le figure professionali del comparto, di svolgere una attività libero professionale -proprio come fanno i medici- a riconoscimento di uno specifico percorso professionalizzante.
Certamente vero è anche il contrario: se non mi autorizzi a lavorare in regime libero professionale, e mi consideri ''cosa tua'', allora ritornano i dettati espressi dalla Suprema Corte nei confronti della sentenza che ha riguardato l'Avvocato campano.
In ogni caso, lo ripetiamo: noi restiamo completamente disponibili a fornire, a chi ne ha necessità fra gli iscritti ad oggi IN REGOLA con i pagamenti
delle quote annuali, la certificazione della nostra tesoreria sugli avvenuti versamenti degli ultimi 5 anni, sicuri di fare cosa gradita.

Alleghiamo il link dell'intervento della Presidente nazionale FNC IPASVI, dottoressa Barbara Mangiacavalli, nota che dimostra -con la richiesta al Ministero della Salute- che al momento (16.6.2015) la situazione non è ancora definitivamente chiarita:

http://www.ipasvi.it/attualita/rimborso-iscrizione...

Nella speranza di avere fatto cosa utile, ci teniamo anche a precisare che non siamo coinvolti nella decisione, né possiamo cambiare le attuali procedure di riscossione delle quote, che continueranno ad arrivare ai nostri Colleghi tramite GEFIL.