Il caso di Saronno (medico ed infermiera coinvolti in morti sospette) ha naturalmente turbato l'opinione pubblica e purtroppo, come sempre accade, si è scatenata la reazione mediatica, inevitabile  e dovuta.
Come è noto, la notizia del cane che morde l'uomo non interessa nessuno: mentre il suo contrario (l'uomo che morde il cane) certamente sì; e quando un professionista sanitario non solo non provvede alla cura, alla diagnosi, all'assistenza necessarie, ma addirittura uccide ecco che noi siamo di fronte ad un ''rovesciamento di ruolo'' .
Certamente colpisce molto di più un solo, isolato episodio negativo come quello lombardo, delle quantità enormi di giornate di lavoro corrette e regolari, svolte magari nelle giornate per tutti festive, ed in condizioni logistiche complicate.

Ai Cittadini vorremmo solo dire che, a fronte di casi sinceramente isolatissimi, la stragrande maggioranza dei professionisti sanitari Infermieri è corretta, ed anche in questo caso la segnalazione delle ''anomalie'' è giunta proprio da una Infermiera, che aveva notato situazioni non conformi.

Diventa difficile dire ''state tranquilli'' quando certe notizie lasciano sicuramente turbati e sgomenti: ma allo stesso tempo, non si deve nè generalizzare, nè creare allarmismi verso un mondo- quello della Sanità (pubblica o privata che sia) - che è composto in gran parte da professionisti certamente all'altezza delle aspettative.

In merito al bisogno di ''fare controlli'' - senza assolutamente entrare nel merito del fatto di Saronno, per il quale la Magistratura sta indagando ancora anche le responsabilità di altri- ricordiamo che in ogni Azienda esiste la figura del Medico Competente, che sottopone a periodiche visite i dipendenti: certamente, personalità ''particolari'', ed attitudini a compiere azioni delittuose come quelle che, raramente, salgono alla ribalta della cronaca nera, non sono così semplici da scoprire tramite un colloquio od una visita medica.