Sono anni che sollecitiamo alcuni iscritti al pagamento della quota dovuta all'Ordine. Tale sollecito non viene fatto per stalking, o perchè siamo strani; viene fatto perchè, se l'iscrizione è obbligatoria per esercitare l'attività professionale, è anche necessario per l'Ordine provvedere all'incasso della quota annuale.
Cosa che è prevista dal nostro bilancio, approvato dall'assemblea dei nostri stessi iscritti; si tratta di quelle risorse indispensabili per pagare le attività locali, a favore di tutti (anche di chi non ama la esistenza degli Ordini) e per versare il dovuto alla Federazione nazionale.


Da anni molti colleghi - tutti regolarmente in servizio con situazioni stabili -  cambiano indirizzo, e non ce lo comunicano, oppure - pur raggiunti dalle comunicazioni che inviamo - non pagano; ogni anno i componenti del Direttivo perdono ore e ore di lavoro in sede non per costruire eventi di formazione, o strategie di promozione della figura, o altre attività utili: ma per ricordare di pagare, seguendo i passaggi necessari, a chi cerca di non farlo.

Osservato che i nomi sono più o meno sempre gli stessi, che spesso contano sul fatto che i nostri ''giri di vite'' sono periodici, e quindi godono di un pò di tempo nel quale fanno finta di nulla (per poi saldare tutto insieme con aumento del dovuto complessivo, per varie penali inseriti dall'ente esattore: ma è intelligente?) il Consiglio Direttivo ha deciso, lo scorso 29 maggio, di intensificare le procedure di notifica dell' avviso ai morosi, e la successiva cancellazione per chi ha quote in sospeso con l'Ordine professionale.

Questo lo dobbiamo prima di tutto a chi è puntuale nel versare le tasse annuali, e lo dobbiamo al rispetto del bilancio: perchè se invece di ''100'' come previsto, entra solo ''80'', tutte le attività ne risentono, inevitabilmente.

Scegliere di aumentare la tassa a tutti, per recuperare le quote mancanti in quel determinato settore, è molto facile e molto praticato nel Paese (a tutti i livelli): ma a noi pare decisamente ingiusto; cercheremo perciò di ottenere nei mezzi legali quanto ci è dovuto solo dai nostri debitori, e non certo da chi è in regola (condizione nella quale si trova, fortunatamente, la stragrande maggioranza dei Colleghi).

Ricordiamo che con la Legge 3/2018 (che peraltro sul punto riprende altre norme di Stato, come la L. 43/06) i datori di lavoro- ASL incluse..- hanno tutto l'interesse a evitare di essere coinvolti in rapporti professionali con gli infermieri non iscritti all'Ordine.

Restiamo, naturalmente, a disposizione di tutti per approfondimenti, chiarimenti, dubbi e comunicazioni sul tema. Ricordiamo che la modulistica sul cambio di indirizzo è presente sul sito (in fondo alla home page) e si può fare da remoto, e gratis, seguendo le semplici istruzioni: non serve neppure venire in sede! Grazie a tutti.