L'estate 2018 sarà ricordata come quella delle case di riposo abusive scoperte nella provincia spezzina, in particolare nel territorio sarzanese: eppure, questa è una provincia che ha numerose strutture in grado di accogliere ''alla luce del sole'' gli ospiti in misura adeguata, o perlomeno questo è quanto tutti abbiamo sempre creduto.
Evidentemente così non è, o forse i problemi sono sovrapposti e riguardano - crediamo - non solo la disponibilità dei posti, ma anche i costi e forse anche la facilità di accesso: diciamo però che sui costi, se gli articoli di giornale riportano le cifre esatte, non esiste una grande differenza fra le tariffe ''ufficiali'', praticate dalla sanità privata, e quelle ''abusive'' mensilmente richieste da queste strutture non autorizzate.

 Forse il problema è legato alle liste di attesa, e dunque anche alla disponibilità dei posti in struttura?

Su questo naturalmente la conoscenza dei dati precisi su domanda e offerta è in possesso della ASL 5; ma ci permettiamo comunque - in particolare leggendo che molte di queste persone ''ospiti'' delle strutture abusive erano in pratica quasi autosufficienti - anche di chiederci e, soprattutto, DI CHIEDERE: ''quanto sarebbe di aiuto una presenza costante di personale sanitario QUALIFICATO a casa di questi signori?''

Naturalmente non ci riferiamo alle pur utili badanti, ai volontari e ad altre figure spesso presenti: come sa chi ci segue, la nostra battaglia per un Infermiere di famiglia non può che venire rilanciata da queste situazioni di ''cronaca nera sanitaria''.
Perchè se un cittadino ha un parente a casa ''ai limiti'' della sua autosufficienza, e della sua capacità di restare nell'abitazione, ma non ha nessuno in grado di ''sostenere'' questa autonomia, allora insieme a badanti, oss, e altre figure certamente necessarie ecco che una visita quotidiana di un Infermiere di famiglia risulterebbe decisiva,determinante; e non solo per la somministrazione di terapie (una cosa che può essere fatta solo da Infermieri, peraltro, non certo da altri operatori che non sono autorizzati, competenti, formati per quello).

Tutti gli amministratori della cosa pubblica si lamentano dei costi della Sanità. Un dato vero, reale. Ma quando hanno sotto mano la possibilità dimostrata di risparmiare denari (pubblici), attraverso un più intelligente utilizzo ed impegno professionale di una figura centrale nell'assistenza, come è oggi il moderno Infermiere, ebbene si alzano resistenze, e sorgono difficoltà francamente incomprensibili, spesso superabili con un pò di coraggiosa iniziativa...
Noi rilanciamo questa ipotesi,ancora una volta: soprattutto all'attenzione di un qualche potenziale amministratore coraggioso, che potrebbe essere sviluppata anche solo per qualche mese, a titolo sperimentale: offriamo anche - e gratuitamente- un aiuto progettuale alla introduzione dell'Infermiere di famiglia.
Naturalmente, i professionisti Infermieri eventualmente coinvolti dovranno essere retribuiti da quell'Amministrazione che vorrà anche solo ''testare'' la possibilità di aiutare ''a casa'' i cittadini; possono essere ingaggiati Infermieri libero professionisti (i nominativi sono su questo sito, nell'apposito spazio); oppure può essere espletato un bando per un'assunzione diretta, con contratti rispettosi di competenze avanzate e di professionalità certificata.
Per i dettagli, l'appello alle Amministrazioni è sempre valido: chiamateci, siamo qua.

sarzana case di riposo abusive