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Il collega Massimo Rivolo ha svolto per noi l’evento ECM dedicato ai temi assistenziali del linfedema dell’arto inferiore il giorno 8 luglio, presso un agriturismo della Lunigiana.
Massimo, che vive e lavora in Gran Bretagna come Infermiere specialista delle lesioni della cute, ci racconta la sua interessante - e speciale - vicenda professionale nelle pagine di ‘storie in A4’ del nostro sito.
E nella serata dell’evento di formazione, Massimo ha acceso l’interesse dei partecipanti, circa cinquanta, che hanno ottenuto 5,3 crediti nazionali.
Dopo l’evento i Colleghi si sono, come ogni estate, seduti a cena, in un momento di incontro conviviale e di relax.

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La prossima estate vorremmo replicare l’occasione - sempre un pò speciale... - dell’ECM d’estate tornando dove siamo stati qualche anno fa, in riva al nostro mare....naturalmente, prima di allora non mancheranno altri eventi formativi: in novembre ne avremo uno sulla gestione degli accessi venosi, un ‘must’ per ogni Infermiere capace e motivato... un caro saluto, e grazie di cuore ai Colleghi che hanno preso parte all’evento, in particolare ai giovani neo laureati, ai quali auguriamo, di cuore, ogni bene.

 

 

Una città come la Spezia è priva di un hospice; l’intera provincia ne è priva. Questo aspetto rende sinceramente prioritaria una pressione per superare questa situazione, rispetto a molte altre esigenze che possono certamente essere importanti (come la riapertura della Oncologia, ad esempio!). Per questo motivo, in accordo con gli altri componenti il coordinamento delle associazioni che si sono attivate per avere un hospice nel nostro territorio, è stata promossa una raccolta firme che in pochissime settimane e con poco clamore ha toccato quota 1600. Come primo passo, sabato 27 giugno le firme sono state consegnate nelle mani del Sindaco della Spezia, dottor Massimo Federici, che ha manifestato interesse e promosso il seguente comunicato stampa comunale, ripreso dai media regionali e da ADN Kronos:

LA SPEZIA- Questa mattina il coordinamento delle associazioni che ha raccolto le firma per l’utilizzo del Polo Riabilitativo di via Fontevivo per la realizzazione di un hospice per la cura dei malati oncologici, ha consegnato al Sindaco della Spezia Massimo Federici e all’assessore Politiche della salute e della promozione sociale Andrea Stretti una petizione che, ad oggi, raccoglie oltre 1600 firme. Sono firme di cittadini che hanno aderito a questa richiesta. A consegnare la petizioni al Sindaco Federici sono stati i dottori Montrucchio e Di Alesio, il presidente dell’ordine degli infermieri Francesco Falli, il presidente del “Comitato Malati ing PerioliClara Perioli e Donatella Ferrari in rappresentanza della rete femminile per la salute.

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“Abbiamo rilevato una forte volontà per il raggiungimento di questo obbiettivo – ha dichiarato il dottor Di Alesio - e consegnare queste prime 1600 firme siamo certi che darà ancora più forza a questo progetto che ci auguriamo possa entrare nei programmi di ASL5 e Regione Liguria.”
“Confermo la mia adesione a questa ipotesi.– ha dichiarato il Sindaco della Spezia Massimo Federici- Un’ipotesi che ho già sostenuto in passato. C’è la possibilità di realizzare subito questo servizio di grande valore sociale e di civiltà in una struttura pensata proprio per questo fine.

”Per il nostro Consiglio Direttivo erano presenti in Comune con le altre associazioni Francesco Falli (Presidente) e Gian Luca Ottomanelli (vice Presidente).

 

Cari colleghi,
si inseguono più voci su questa sentenza (la n° 7776/2015 Corte di Cassazione), che ha riconosciuto il rimborso della quota di iscrizione al proprio ordine professionale ad un AVVOCATO campano, che esercitando in ESCLUSIVA per un ente pubblico (INPS) non svolge alcuna altra attività.

Desideriamo, dal nostro piccolo Collegio, dare alcune indicazioni, e insieme invitare a qualche riflessione in comune:

  • 1- non vi è certezza che questa sentenza sarà ''recepita'' anche a favore dei dipendenti delle ASL iscritti ai rispettivi albi professionali quindi, Infermieri, ma non solo: anche quei Tecnici di radiologia, Ostetriche, Psicologi e Medici in regime di TOTALE ESCLUSIVITA');
  • 2- la possibile estensione della sentenza emessa a favore dell'Avvocato riguarda solo coloro che esercitano come dipendenti in forma TOTALMENTE ESCLUSIVA (quindi probabilmente non riguarderà chi fa , per esempio, prestazioni occasionali);
  • 3- al momento, appare prematuro chiedere, come alcuni hanno già fatto, un rimborso delle quote di iscrizione all'albo al proprio datore di lavoro, ma naturalmente nulla vieta di farlo, né saremo certo noi a sconsigliarlo;
  • 4- noi siamo assolutamente disponibili a fornire ogni aiuto possibile per la parte che riguarda IPASVI come ente: cioè a rilasciare, a fronte delle opportune verifiche, le certificazioni degli avvenuti versamenti delle quote relativi agli ultimi 5 anni;
  • 5- è possibile utilizzare, secondo le norme vigenti, anche una COMODA AUTOCERTIFICAZIONE dei versamenti effettuati (sarà naturalmente l'ente al quale presenterete la richiesta di rimborso a regolarsi in merito).
  • AI FINI DELLA RICHIESTA AL DATORE DI LAVORO CON AUTOCERTIFICAZIONE (cosa che rende snello l’intero iter) Vi ricordiamo le quote versate negli ultimi anni: 2010: euro 63; 2011: euro 62,50; 2012: euro 62,50; 2013: euro 62,50; 2014: euro 66; 2015: euro 66.

Infine, gli ultimi due punti che possono sembrare...inutili, ma è meglio -crediamo- essere molto schietti al riguardo, perché abbiamo già avuto modo di parlarne con chi, è evidente, non era ben informato:

  • 6- NON va rivolta al Collegio alcuna richiesta di rimborso, visto che (eventualmente) è il DATORE DI LAVORO a effettuare il rimborso;
  • 7- la sentenza , qualora venisse estesa nei termini auspicati, parla di RIMBORSO DELLA QUOTA. Quindi ciò significa che PRIMA l'iscritto verserà la quota al proprio Ordine o Collegio di appartenenza (condizione indispensabile per restare iscritto e per poter esercitare, secondo il dettato della Legge 43/2006) e POI richiederà al suo datore di lavoro - se vige il rapporto di esclusività- il RIMBORSO della quota stessa.

Leggere qua e là in Rete, come ci è capitato, che ''compete all'asl pagare la quota di iscrizione'' è abbastanza fuorviante, allo stato attuale, e NON risponde al dettato della sentenza, qualora venisse recepita anche per la nostra categoria, che parla di rimborsi.

Come ci ha scritto una Collega illuminata, crediamo che la sentenza, interpretata in questo senso, vada nella direzione opposta alla richiesta, per tutte le figure professionali del comparto, di svolgere una attività libero professionale -proprio come fanno i medici- a riconoscimento di uno specifico percorso professionalizzante.
Certamente vero è anche il contrario: se non mi autorizzi a lavorare in regime libero professionale, e mi consideri ''cosa tua'', allora ritornano i dettati espressi dalla Suprema Corte nei confronti della sentenza che ha riguardato l'Avvocato campano.
In ogni caso, lo ripetiamo: noi restiamo completamente disponibili a fornire, a chi ne ha necessità fra gli iscritti ad oggi IN REGOLA con i pagamenti
delle quote annuali, la certificazione della nostra tesoreria sugli avvenuti versamenti degli ultimi 5 anni, sicuri di fare cosa gradita.

Alleghiamo il link dell'intervento della Presidente nazionale FNC IPASVI, dottoressa Barbara Mangiacavalli, nota che dimostra -con la richiesta al Ministero della Salute- che al momento (16.6.2015) la situazione non è ancora definitivamente chiarita:

http://www.ipasvi.it/attualita/rimborso-iscrizione...

Nella speranza di avere fatto cosa utile, ci teniamo anche a precisare che non siamo coinvolti nella decisione, né possiamo cambiare le attuali procedure di riscossione delle quote, che continueranno ad arrivare ai nostri Colleghi tramite GEFIL.