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Attualmente, la tassa di iscrizione all’Albo IPASVI spezzino è di 66,00 euro annui.
Cifra che potrebbe anche scendere, se tutti i colleghi pagassero con regolarità…
La tassa di prima iscrizione prevede che, insieme a questa cifra che copre la tassa per l’anno in corso, sia previsto un contributo per le spese di segreteria, relative alle molte comunicazioni, in alcune fasi obbligatoriamente cartacee, della avvenuta nuova iscrizione.
Questa prima tassa annuale, per chi si iscrive all’albo IPASVI spezzino, è ad oggi fissata in 91 euro.

Ritenendo che non sia giusto caricare della stessa cifra chi si iscrive alla fine dell’anno (e, come spesso accade, la iscrizione negli ultimi mesi dell’anno riguarda i neo laureati, quindi colleghi disoccupati) abbiamo stabilito nella adunanza del 10 settembre scorso che coloro che si iscrivono ad IPASVI LA SPEZIA per la prima volta, nel periodo che va dal 1 ottobre al 31 dicembre di ogni anno, NON pagheranno 91 euro, ma solamente 45 euro.

 

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Il collega Massimo Rivolo ha svolto per noi l’evento ECM dedicato ai temi assistenziali del linfedema dell’arto inferiore il giorno 8 luglio, presso un agriturismo della Lunigiana.
Massimo, che vive e lavora in Gran Bretagna come Infermiere specialista delle lesioni della cute, ci racconta la sua interessante - e speciale - vicenda professionale nelle pagine di ‘storie in A4’ del nostro sito.
E nella serata dell’evento di formazione, Massimo ha acceso l’interesse dei partecipanti, circa cinquanta, che hanno ottenuto 5,3 crediti nazionali.
Dopo l’evento i Colleghi si sono, come ogni estate, seduti a cena, in un momento di incontro conviviale e di relax.

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La prossima estate vorremmo replicare l’occasione - sempre un pò speciale... - dell’ECM d’estate tornando dove siamo stati qualche anno fa, in riva al nostro mare....naturalmente, prima di allora non mancheranno altri eventi formativi: in novembre ne avremo uno sulla gestione degli accessi venosi, un ‘must’ per ogni Infermiere capace e motivato... un caro saluto, e grazie di cuore ai Colleghi che hanno preso parte all’evento, in particolare ai giovani neo laureati, ai quali auguriamo, di cuore, ogni bene.

 

 

Una città come la Spezia è priva di un hospice; l’intera provincia ne è priva. Questo aspetto rende sinceramente prioritaria una pressione per superare questa situazione, rispetto a molte altre esigenze che possono certamente essere importanti (come la riapertura della Oncologia, ad esempio!). Per questo motivo, in accordo con gli altri componenti il coordinamento delle associazioni che si sono attivate per avere un hospice nel nostro territorio, è stata promossa una raccolta firme che in pochissime settimane e con poco clamore ha toccato quota 1600. Come primo passo, sabato 27 giugno le firme sono state consegnate nelle mani del Sindaco della Spezia, dottor Massimo Federici, che ha manifestato interesse e promosso il seguente comunicato stampa comunale, ripreso dai media regionali e da ADN Kronos:

LA SPEZIA- Questa mattina il coordinamento delle associazioni che ha raccolto le firma per l’utilizzo del Polo Riabilitativo di via Fontevivo per la realizzazione di un hospice per la cura dei malati oncologici, ha consegnato al Sindaco della Spezia Massimo Federici e all’assessore Politiche della salute e della promozione sociale Andrea Stretti una petizione che, ad oggi, raccoglie oltre 1600 firme. Sono firme di cittadini che hanno aderito a questa richiesta. A consegnare la petizioni al Sindaco Federici sono stati i dottori Montrucchio e Di Alesio, il presidente dell’ordine degli infermieri Francesco Falli, il presidente del “Comitato Malati ing PerioliClara Perioli e Donatella Ferrari in rappresentanza della rete femminile per la salute.

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“Abbiamo rilevato una forte volontà per il raggiungimento di questo obbiettivo – ha dichiarato il dottor Di Alesio - e consegnare queste prime 1600 firme siamo certi che darà ancora più forza a questo progetto che ci auguriamo possa entrare nei programmi di ASL5 e Regione Liguria.”
“Confermo la mia adesione a questa ipotesi.– ha dichiarato il Sindaco della Spezia Massimo Federici- Un’ipotesi che ho già sostenuto in passato. C’è la possibilità di realizzare subito questo servizio di grande valore sociale e di civiltà in una struttura pensata proprio per questo fine.

”Per il nostro Consiglio Direttivo erano presenti in Comune con le altre associazioni Francesco Falli (Presidente) e Gian Luca Ottomanelli (vice Presidente).