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infermiere civili in guerra 01

foto infermieri 01Cari colleghi,
anche a Spezia come nel resto d'Italia spirano venti di contrazione delle spese ''sociali'' e naturalmente queste intenzioni possono incidere sul nostro impegno professionale.
Ci sono molti modi perchè ciò avvenga.
Si possono tagliare i posti letto (esempio che vale in qualunque struttura italiana, ovviamente) al punto tale che, quando una banale, prevedibilissima, puntuale epidemia influenzale porta 15 anziani al pronto soccorso in un giorno, non avendo più luoghi fisici dove ricoverarli ci si inventa uno spazio non organizzato per accoglierli.
Così si inventa anche una linea di assistenza raffazzonata, implorando straordinari o promettendo incentivi economici (sempre molto modesti..), in barba ai corsi aziendali sulla sicurezza delle cure, e a volte in contrasto con lo stesso buon senso.
Del resto, non si possono rimandare a casa loro i malati: ma non sarebbe stato meglio pensarci ''prima'' alle conseguenze, all'effetto della contrazione dei posti letto?
Stessa cosa con i vari tagli al personale sanitario: studi internazionali prodotti non dall'associazione infermieristica ''Zia Florence for ever'', probabilmente assai sbilanciata verso la categoria, ma da eminenti e neutrali ricercatori universitari (cfr, ad esempio, il lavoro di Needleman, università di Los Angeles, ripreso da Carlo Orlandi in Italia) ci dicono che si può riorganizzare, sicuramente: ma se si taglia oltre un certo limite iniziano problemi molto seri sulla qualità e gli effetti delle cure.
Poi, naturalmente, si taglia con maggior facilità sugli Infermieri o sugli operatori di supporto (oss) ma non si rinuncia a proporre nelle stesse ore un paio di strutture semplici dipartimentali, non di rado doppioni di realtà già attive, che hanno i loro bravi costi (difficilmente razionalizzati, questi ultimi).
Dove vogliamo arrivare? Innanzi tutto ricordate che già oggi tanti colleghi italiani sono in difficoltà, in strutture non proprio di secondo piano (si pensi al San Raffaele, Milano) e non pochi Infermieri (e non solo) hanno subìto contrazioni sullo stipendio: intanto,altrove sono stati perduti posti di lavoro e nell'ottobre 2011 anche qui, a Spezia, alcuni colleghi dell'assistenza domiciliare, dipendenti dal privato, sono rimasti a casa in 24 ore, perchè la Regione Liguria impose contrazioni di spesa immediate,istantanee alle cinque ASL.
E' a questi colleghi che pensiamo quando vi invitiamo a non trascurare l'impegno, in ogni settore: prima di tutto servono professionalità e competenza.
Chi è professionale e competente è competitivo e più ''pesante'' nel sistema.
Poi serve capacità di capire che nessuno regala niente, oggi più che mai, in particolare a chi storicamente è fuori dai giochi e dai luoghi del potere.
Fate bene le vostre scelte, sempre, di politica e di politica professionale.
Partecipate a ogni scelta e cercate, sempre, di sostenere gli Infermieri anche quando si candidano al consiglio di quartiere o al direttivo del museo locale: certo che costerà tempo ed energia andarci, ma se stiamo ad aspettare la consegna dei risultati attesi belli e confezionati, non arriveremo a nulla.
E soprattutto, sarebbe fantastico stare insieme, uniti: siamo (a fine 2012) ben 406.225 professionisti iscritti all'Albo, in Italia: numeri ''imbarazzanti'' per certa politica e soprattutto pesantissimi: ci sono state elezioni politiche nazionali che hanno visto uno schieramento prevalere su quello opposto per 25 mila voti! (Secondo Governo Prodi, 2006-2008)... potremmo, dovremmo essere considerati molto di più!...ma questo dipende in gran parte da noi. Chiudiamo questi auguri , che sono soprattutto lo stimolo a ''reagire'', con due citazioni.
La prima è di Harry Truman, 33° Presidente degli Stati Uniti, l'uomo della decisione di sganciare le atomiche sul Giappone per chiudere la Seconda Guerra Mondiale e l'uomo che, attraverso il suo Ministro degli Esteri, confezionò il Piano Marshall, per ricostruire l'Europa e renderla ''debitrice'' degli USA (contrapponendola così all'URSS): ''...la recessione è quando il tuo vicino perde il posto di lavoro; la depressione è quando lasciano a casa anche te.'' La seconda viene dalla recente memoria della bellissima inaugurazione delle Olimpiadi di Londra, estate 2012.
I creatori della scenografia hanno voluto sottolineare il ruolo del welfare nell'economia e nel sociale britannico, e hanno scelto per aprire la cerimonia di inaugurazione la sanità pubblica. Chi hanno messo a descriverne il valore, il ruolo, l'impegno?
Decine di ''dirigenti apicali'', medici e non, coi loro politici di riferimento, come sarebbe forse successo a Roma se ci avessero assegnato i Giochi 2020?? (...almeno questa ce la siamo evitata, meno male!)
Macchè: hanno scelto di mostrare le nostre colleghe di un importante ospedale pediatrico della capitale, coi loro assistiti a saltare sui letti in una fantastica e applauditissima scena, un frammento della quale vi alleghiamo, ricavandola dalla copertina della rivista di IPASVI MIlano-Lodi-Monza e Brianza.
Allora, da questa storia un altro spunto per capire che in una società con questa grande considerazione della professione di Infermiere tutto sarebbe più semplice; ma qualcosa si muove anche in Italia; tanta strada è già stata compiuta negli ultimi anni, crescono consapevolezza e partecipazione; quest'anno un sindacato di categoria ha superato il 5 % nella rappresentatività delle RSU (Nursind) e in ottobre le sigle CGIL, CISL, UIL hanno chiesto al Ministro Balduzzi di partire subito con gli Ordini per tutte le professioni sanitarie, perchè -dicono- serve qualità e certezza di buona sanità (e la caduta del Governo Monti in questo momento ha bloccato l'imminente varo della norma dedicata).
Ci siamo dilungati fin troppo: venite a trovarci o contattateci per ogni dubbio o questione; ed auguri a tutti, con un pensiero ai giovani colleghi che cercano lavoro, spesso bloccati dall'allungamento della vita lavorativa dei colleghi ''anzianotti'' che ben volentieri cederebbero loro il posto...
un virtuale abbraccio e chiusura con ciò che CNAI ricorda sul sito:
SENZA INFERMIERI NON C'E' FUTURO.

Auguri! Il Direttivo IPASVI della Spezia, Gennaio 2013

Cari colleghi, scriviamo queste poche parole per fare gli Auguri sinceri a tutti, come sempre: se è vero che ci sono situazioni migliorabili nella nostra realtà, quest'anno in particolare il nostro pensiero va a quegli Infermieri che stanno lavorando in alcune strutture lombarde con stipendi ridotti (contratti ''di solidarietà''), e specialmente a coloro lasciati a casa; ai precari: e con molta partecipazione ai colleghi che -nel Lazio- stanno lavorando senza stipendio da mesi!

Vorremmo fare qualcosa di più che un semplice augurio: contattateci, ci piacerebbe conoscerVi, scriverVi, parlarVi: un grande abbraccio SOLIDALE dalla Spezia.


Il Direttivo IPASVI la Spezia

Come raggiungerciLa nuova sede del Collegio IPASVI spezzino è in un palazzo color granata/marrone di nuova costruzione, detto ‘’Subotto’’. Si trova in una traversa di Via Fontevivo, nel pezzo che va dal carcere al centro commerciale ‘Le Terrazze’, dal quale dista in linea d’aria 150 metri; la via dove oggi ci troviamo è stata recentemente denominata ‘’Via Paolo Emilio Taviani’’, e noi siamo al n° 52 di questa via sconosciuta.

Nello stesso palazzo si trovano la sede della Cassa edile spezzina e la sede del sindacato CISL. Molto probabilmente non troverete facilmente il nome della via, che al momento in cui scriviamo queste note non è ancora stato affisso in strada dalle competenti istituzioni, nè sarà facile vedere i nostri cartelli indicativi, che vengono regolarmente abbattuti, vuoi da guidatori maldestri, vuoi da vandali impuniti liberi di muoversi a loro piacere.
Dette queste abituali amarezze italiche, la traversa che vi permette di raggiungere i nostri defilati uffici inizia all’altezza del concessionario di auto ‘’Versilcar’’. Se proprio non ci trovate, chiamateci, vi guideremo: 0187575177, e scusate il disagio che è, credete, soprattutto IL NOSTRO....